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L’Italia che suona nell’ombra: tredici tracce per ascoltare un Paese diverso

7 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Da qualche parte, lontano dalle classifiche, c’è un’Italia che non ha particolare fretta di farsi capire. La incontri in un suono che sembra arrivare da una fabbrica abbandonata, in una voce spezzata dentro un beat, in una melodia che compare per pochi secondi e poi si dissolve. Non sempre sai come chiamare quello che stai ascoltando. Ed è proprio qui che comincia il bello.

Nel gennaio 2026 Antinational Noise ha pubblicato Spettropaese, seconda compilation dell’etichetta dopo Comp_01 del 2024.


Tredici tracce, tredici prospettive, un insieme che attraversa la musica elettronica e sperimentale italiana senza cercare di ridurla a un’unica formula. Tra i nomi in scaletta compaiono Gilles Barberis, Lei, (No) innocence, Bougainville, knarzy, Sheeba Exp. ed Eva Can’t; a chiudere il lavoro è Marco UBik Bonini con il brano che dà il titolo alla raccolta.


Il titolo contiene già un’immagine: quella di un Paese visto attraverso una specie di interferenza, dove qualcosa continua a muoversi anche quando non occupa il centro dell’inquadratura. La provincia non è soltanto una distanza geografica dalle grandi città. Può essere una condizione mentale, un luogo da cui osservare il presente senza dover aderire a un’immagine già riconoscibile.


Ascoltare una compilation come questa significa rinunciare, almeno per un momento, alla ricerca del singolo brano perfetto per una playlist. Le tracce funzionano anche come indizi: suggeriscono percorsi, differenze, modi di usare il suono che non sempre trovano posto nelle categorie più familiari.


Buon ascolto.


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